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	<title>Comments on: 4sq + SCRM</title>
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		<title>By: Foursquare &#38; Social CRM &#124; 4 EveR YounG BloG</title>
		<link>http://www.socialmediascape.org/4sq-scrm/comment-page-1/#comment-5</link>
		<dc:creator>Foursquare &#38; Social CRM &#124; 4 EveR YounG BloG</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 08:47:23 +0000</pubDate>
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		<description>[...] lo speech meglio riuscito della conferenza soprattutto nella parte finale tra Social Media Monitoring e [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] lo speech meglio riuscito della conferenza soprattutto nella parte finale tra Social Media Monitoring e [...]</p>
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		<title>By: Stefano Mizzella</title>
		<link>http://www.socialmediascape.org/4sq-scrm/comment-page-1/#comment-4</link>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 10:26:36 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Stefano,

ti ringrazio. Si in effetti il processo non è necessariamente sequenziale, quello che ho fatto è stato provare ad adattare le caratteristiche e le potenzialità di Foursquare ai 7 obiettivi di business, ma ovviamente non è detto che una strategia di social sales debba poi svilupparsi in una strategia di social innovation o viceversa.

Il caso di BART è molto interessante, infatti l&#039;ho citato in riferimento al social service &amp; support. Probabilmente io considero la customer experience come un processo più complesso e articolato rispetto alle pur interessanti iniziative di BART. Penso a un processo in cui il brand si pone nelle condizioni di modificare se necessario il proprio prodotto o il proprio servizio (vedi ad esempio Domino&#039;s Pizza) venendo incontro alle richieste del cliente  che, in uno scenario come quello descritto, posso arrivare anche da una piattaforma come Foursquare.

Probabilmente il punto è che il concetto di customer experience non dovrebbe essere &quot;intrappolato&quot; in un singolo obiettivo di business, ma dovrebbe invece risultare come una sorta di filo rosso capace di guidare e tenere insieme l&#039;intera strategia di Social CRM.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Stefano,</p>
<p>ti ringrazio. Si in effetti il processo non è necessariamente sequenziale, quello che ho fatto è stato provare ad adattare le caratteristiche e le potenzialità di Foursquare ai 7 obiettivi di business, ma ovviamente non è detto che una strategia di social sales debba poi svilupparsi in una strategia di social innovation o viceversa.</p>
<p>Il caso di BART è molto interessante, infatti l&#8217;ho citato in riferimento al social service &#038; support. Probabilmente io considero la customer experience come un processo più complesso e articolato rispetto alle pur interessanti iniziative di BART. Penso a un processo in cui il brand si pone nelle condizioni di modificare se necessario il proprio prodotto o il proprio servizio (vedi ad esempio Domino&#8217;s Pizza) venendo incontro alle richieste del cliente  che, in uno scenario come quello descritto, posso arrivare anche da una piattaforma come Foursquare.</p>
<p>Probabilmente il punto è che il concetto di customer experience non dovrebbe essere &#8220;intrappolato&#8221; in un singolo obiettivo di business, ma dovrebbe invece risultare come una sorta di filo rosso capace di guidare e tenere insieme l&#8217;intera strategia di Social CRM.</p>
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	<item>
		<title>By: Stefano Mizzella</title>
		<link>http://www.socialmediascape.org/4sq-scrm/comment-page-1/#comment-26</link>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 10:26:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Stefano,

ti ringrazio. Si in effetti il processo non è necessariamente sequenziale, quello che ho fatto è stato provare ad adattare le caratteristiche e le potenzialità di Foursquare ai 7 obiettivi di business, ma ovviamente non è detto che una strategia di social sales debba poi svilupparsi in una strategia di social innovation o viceversa.

Il caso di BART è molto interessante, infatti l&#039;ho citato in riferimento al social service &amp; support. Probabilmente io considero la customer experience come un processo più complesso e articolato rispetto alle pur interessanti iniziative di BART. Penso a un processo in cui il brand si pone nelle condizioni di modificare se necessario il proprio prodotto o il proprio servizio (vedi ad esempio Domino&#039;s Pizza) venendo incontro alle richieste del cliente  che, in uno scenario come quello descritto, posso arrivare anche da una piattaforma come Foursquare.

Probabilmente il punto è che il concetto di customer experience non dovrebbe essere &quot;intrappolato&quot; in un singolo obiettivo di business, ma dovrebbe invece risultare come una sorta di filo rosso capace di guidare e tenere insieme l&#039;intera strategia di Social CRM.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Stefano,</p>
<p>ti ringrazio. Si in effetti il processo non è necessariamente sequenziale, quello che ho fatto è stato provare ad adattare le caratteristiche e le potenzialità di Foursquare ai 7 obiettivi di business, ma ovviamente non è detto che una strategia di social sales debba poi svilupparsi in una strategia di social innovation o viceversa.</p>
<p>Il caso di BART è molto interessante, infatti l&#8217;ho citato in riferimento al social service &amp; support. Probabilmente io considero la customer experience come un processo più complesso e articolato rispetto alle pur interessanti iniziative di BART. Penso a un processo in cui il brand si pone nelle condizioni di modificare se necessario il proprio prodotto o il proprio servizio (vedi ad esempio Domino&#8217;s Pizza) venendo incontro alle richieste del cliente  che, in uno scenario come quello descritto, posso arrivare anche da una piattaforma come Foursquare.</p>
<p>Probabilmente il punto è che il concetto di customer experience non dovrebbe essere &#8220;intrappolato&#8221; in un singolo obiettivo di business, ma dovrebbe invece risultare come una sorta di filo rosso capace di guidare e tenere insieme l&#8217;intera strategia di Social CRM.</p>
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		<title>By: Stefano Maggi</title>
		<link>http://www.socialmediascape.org/4sq-scrm/comment-page-1/#comment-3</link>
		<dc:creator>Stefano Maggi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 05:29:17 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Stefano,

interessanti sia la presentazione che il post. Mi piace l&#039;idea di associare agli stadi del SCRM la geolocalizzazione. Anche se non credo che la scelta delle attività SCRM da attivare sia un processo &quot;sequenziale&quot;: nella lista degli obiettivi proposta da Charlene Li e Jeremiah Owyang di Altimeter e che tu riproponi &quot;Customer Experience&quot; è in fondo alla lista e definito come obiettivo ancora non coperto da foursquare.

In realtà è già possibile fare molto per migliorare l&#039;esperienza dei consumatori tramite Foursquare: connettere i fruitori di un&#039;esperienza tra loro, ad esempio, o segnalare modi diversi di viverla, per esempio. Mi viene in mente l&#039;ormai famosissimo esperimento di BART (trasporti pubblici) a San Francisco, che attraverso una specie di caccia al tesoro su Foursquare ha permesso di far conoscere e vivere la città in modo alternativo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Stefano,</p>
<p>interessanti sia la presentazione che il post. Mi piace l&#8217;idea di associare agli stadi del SCRM la geolocalizzazione. Anche se non credo che la scelta delle attività SCRM da attivare sia un processo &#8220;sequenziale&#8221;: nella lista degli obiettivi proposta da Charlene Li e Jeremiah Owyang di Altimeter e che tu riproponi &#8220;Customer Experience&#8221; è in fondo alla lista e definito come obiettivo ancora non coperto da foursquare.</p>
<p>In realtà è già possibile fare molto per migliorare l&#8217;esperienza dei consumatori tramite Foursquare: connettere i fruitori di un&#8217;esperienza tra loro, ad esempio, o segnalare modi diversi di viverla, per esempio. Mi viene in mente l&#8217;ormai famosissimo esperimento di BART (trasporti pubblici) a San Francisco, che attraverso una specie di caccia al tesoro su Foursquare ha permesso di far conoscere e vivere la città in modo alternativo.</p>
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	<item>
		<title>By: Stefano Maggi</title>
		<link>http://www.socialmediascape.org/4sq-scrm/comment-page-1/#comment-25</link>
		<dc:creator>Stefano Maggi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 05:29:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Stefano,

interessanti sia la presentazione che il post. Mi piace l&#039;idea di associare agli stadi del SCRM la geolocalizzazione. Anche se non credo che la scelta delle attività SCRM da attivare sia un processo &quot;sequenziale&quot;: nella lista degli obiettivi proposta da Charlene Li e Jeremiah Owyang di Altimeter e che tu riproponi &quot;Customer Experience&quot; è in fondo alla lista e definito come obiettivo ancora non coperto da foursquare.

In realtà è già possibile fare molto per migliorare l&#039;esperienza dei consumatori tramite Foursquare: connettere i fruitori di un&#039;esperienza tra loro, ad esempio, o segnalare modi diversi di viverla, per esempio. Mi viene in mente l&#039;ormai famosissimo esperimento di BART (trasporti pubblici) a San Francisco, che attraverso una specie di caccia al tesoro su Foursquare ha permesso di far conoscere e vivere la città in modo alternativo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Stefano,</p>
<p>interessanti sia la presentazione che il post. Mi piace l&#8217;idea di associare agli stadi del SCRM la geolocalizzazione. Anche se non credo che la scelta delle attività SCRM da attivare sia un processo &#8220;sequenziale&#8221;: nella lista degli obiettivi proposta da Charlene Li e Jeremiah Owyang di Altimeter e che tu riproponi &#8220;Customer Experience&#8221; è in fondo alla lista e definito come obiettivo ancora non coperto da foursquare.</p>
<p>In realtà è già possibile fare molto per migliorare l&#8217;esperienza dei consumatori tramite Foursquare: connettere i fruitori di un&#8217;esperienza tra loro, ad esempio, o segnalare modi diversi di viverla, per esempio. Mi viene in mente l&#8217;ormai famosissimo esperimento di BART (trasporti pubblici) a San Francisco, che attraverso una specie di caccia al tesoro su Foursquare ha permesso di far conoscere e vivere la città in modo alternativo.</p>
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